lunedì 17 agosto 2009
REGALI
giovedì 28 maggio 2009
AMNESIA
Che avrò, bisogno di un dottore?
Fatevi due risate va'!!!
martedì 28 aprile 2009
Mal di denti
Oggi un dolore terrificante.Di quelli da battere la testa contro il muro.
Poi dopo un giro su internet mi sono imbattuto in questo post e ho provato.
Beh devo dire che sono stato meglio.PER UN PO'.Poi ho dovuto continuare con l'anti dolorifico.
La moderna medicina concorda sul fatto che il dolore più insopportabile è il mal di denti.
Ho avuto un problema ad un dente del giudizio con dolori atroci ed il dentista mi ha prescritto antidolorifici ed antibiotici prima di potere intervenire per l'estrazione.
Dal momento che non mi mai andata a genio l'idea di farmi intossicare dai farmaci, e , tenuto conto del fatto che in casa mia l'unico farmaco presente è l'amuchina, mi sono messo disperatamente al lavoro per trovare una soluzione naturale.
ed oggi, posso annunziarvi con una gioia immensa , che pur avendo un dente del giudizio ridotto in malora, non ho più alcun dolore e non ho fatto ricorso ad alcun farmaco.
Pertanto, dopo avere verificato che la nicotina ritarda vistosamente il morbo di alzheimer ( tanto che mia madre è sotto continua osservazione in quanto è l'unica paziente in tutta Palermo e provincia il cui morbo regredisce ...) , dopo avere provato l'efficacia del melograno come uno degli antivirali naturali più potenti esistenti in natura , (tanto che io ed i miei amici che in autunno ne consumiamo meno di uno al giorno non abbiamo più problemi di malattie virali e neanche un raffreddore), oggi vi posso confermare che in caso di mal di denti è sufficiente prendere un pò di sedano e , dopo averlo appena masticato, il dolore passerà all'istante.
Mi chiedo: " Perchè nessun medico ci ha mai detto questo!
O sono tutti ignoranti, o sono tutti venduti al sistema delle multinazionali farmaceutiche.
Vi chiedo solamente di verificare quanto vi sto suggerendo e di farmi sapere.
Vincenzo Pintagro email: vpintagro@libero.it
sabato 18 aprile 2009
FAI ANCHE CON LA TUA TESTA
Nella tua vita può succedere di tutto.Anche che qualcuno ti contrasti su qualcosa che vuoi fare per te stesso.
A tal proposito,oggi mi va' di raccontarti una favola. E' di GIANNI RODARI.
LA STRADA CHE NON PORTAVA IN NESSUN POSTO
All’uscita del paese si dividevano tre strade: una andava verso il mare, la seconda verso la città e la terza non andava in nessun posto.
Martino lo sapeva perché l’aveva chiesto un po’ a tutti, e da tutti aveva avuto la stessa risposta:
- quella strada li? Non va in nessun posto. È inutile camminarci.
- E fin dove arriva?
- Non arriva da nessuna parte
- Ma allora perché l’hanno fatta?
- Non l’ha fatta nessuno, è sempre stata li.
- Ma nessuno è mai andato a vedere?
- Sei una bella testa dura: se ti diciamo che non c’è niente da vedere…..
- Non potete saperlo, se non ci siete stati mai.
Era così ostinato che cominciarono a chiamarlo Martino Testadura, ma lui non se la prendeva e continuava a pensare alla strada che non andava da nessun posto.
Quando fu abbastanza grande da attraversare la strada senza dare la mano al nonno, una mattina s alzò per tempo, uscì dal paese e senza esitare imboccò la strada misteriosa e andò sempre avanti. Il fondo era pieno di buche e di erbacce, ma per fortuna non pioveva da un pezzo, così non c’erano pozzanghere. A destra e a sinistra si allungava una siepe, ma ben presto cominciarono i boschi. I rami degli alberi si intrecciavano al di sopra delle stradee formavano una galleria oscura e fresca, nella quale penetrava solo qua e là qualche raggio di sole a far da fanale.
Cammina e cammina, la galleria non finiva mai, la strada non finiva mai, a Martino dolevano i piedi, e già cominciava a pensare che avrebbe fatto bene a tornarsene indietro quando vide un cane.
<<>>.
Il cane gli corse incontro scodinzolando e gli leccò le mani, poi si avviò lungo la strada e ad ogni passi si voltava per controllare se Martino lo seguiva ancora.
-Vengo vengo, -diceva Martino, incuriosito. Finalmente il bosco cominciò a diradarsi, in alto riapparve il cielo e la strada terminò sulla soglia di un grande cancello di ferro.
Attraverso le sbarre Martino vide un castello con tutte le porte e le finestre spalancate, e il fumo usciva da tutti i comignoli, e da un balcone una bellissima signora salutava con la mano e gridava allegramente:
- Avanti, avanti, Martino Testadura!
- Toh, - si rallegrò Martino,- io non sapevo che sarei arrivato, ma lei sì.
Spinse il cancello, attraversò il parco ed entrò nel salone del castello in tempo per fare l’inchino alla bella signora che scendeva dallo scalone. Era bella, e vestiva anche meglio delle fare e delle principesse, e in più era proprio allegra e rideva:
- Allora non ci hai creduto.
- A che cosa?
- Alla storia della strada che non andava in nessun posto.
- Era troppo stupida. E secondo me ci sono anche più posti che strade.
- Certo, basta aver voglia di muoversi. Ora vieni, ti farò visitare il castello.
C’erano più di cento saloni, zeppi di tesori d’ogni genere, come quei castelli delle favole dove dormono le belle addormentate o dove gli orchi ammassano le loro ricchezze. C’erano diamanti, pietre preziose, oro, argento, e ogni momento la bella signora diceva:
- Prendi, prendi quello che vuoi. Ti presterò un carretto per portate il peso.
Figuratevi se Martino si fece pregare. Il carretto era ben pieno quando egli ripartì. A cassetta sedeva il cane, che era un cane ammaestrato, e sapeva reggere le briglie e abbaiare i cavalli quando sonnecchiavano e uscivano di strada.
In paese, dove l’avevano già dato per morto, Martino Testadura fu accolto con grande sorpresa. Il cane scaricò in piazza tutti i suoi tesori, dimenò due volte la coda in segno di saluto, rimontò a cassetta e via, in una nuvola di polvere.
Martino fece grandi regali a tutti, amici e nemici, e dovette raccontare cento volte la sua avventura, e ogni volta che finiva qualcuno correva a prendere carretto e cavallo e si precipitava giù per la strada che non andava in nessun posto.
Ma quella stessa sera tornarono uno dopo l’altro, con la faccia lunga così per il dispetto: la strada, per loro, finiva in mezzo al bosco, contro un fitto muro d’alberi, in un mare di spine. Non c’era più nel il cancello, ne il castello, ne balla signora. Perché certi tesori esistono soltanto per chi batte per primo una strada nuova.
lunedì 13 aprile 2009
giovedì 9 aprile 2009
LA MORTE E L'AMORE
Ho letto questi due post.Non li copio per rispetto del dolore,ma se qualcuno li legge capirà cosa intendo.Vi do' i link.
http://alexandra-amberson.blogspot.com/
Il titolo è ANDARSENE CON GRAZIA
http://mapinzia.ilcannocchiale.it/
Titolo: AMARCORD.

Credo che in certi momenti, persone come queste, possano essere d'aiuto, a tutti noi.
sabato 28 marzo 2009
Il VERO AMORE NON E' INTACCATO DALL'EGOISMO
Così sarà tua, dentro il tuo cuore, per sempre e non riuscirà a farti male (come stasera che mi fa male un avambraccio). Dire a una persona "ti voglio bene" è comunque amore.
Un giorno le cose, potrebbero mettersi in un modo che diventi amore come tu lo intendi (Sarà successo in qualche parte del mondo, no?), anche se ora ti sembra impossibile.L'importante è imparare a farsi coccolare dai sentimenti e a non farsi ferire. In fin dei conti cosa c'è di più bello che amare? Non è vero Angelo dalla pelle color del malto?
A proposito , non dimenticate che l'amore è la ricerca della felicità e per primi amiate voi stessi,se volete amare gli altri.Se una persona non è felice non può amare in modo sereno, e l'amore ha mille sfaccettature,un amicizia leale ad esempio,che guardate,è di una rarità incredibile.Ed è per questo che voglio bene all' ANGELO.
mercoledì 25 febbraio 2009
Tu puoi
Potete anche sfogarvi se lo vorrete, che so', dire che lui/lei è stato/a uno stronzo/a , e che non ve l'aspettavate.
Tutto è ammesso nei limiti della decenza.Non so ogni quanto butterò giù qualcosa,o se risponderò ai vostri commenti,sempre se ce ne saranno.
Ciao,e tirate fuori il poeta o quello che di meglio è in voi.



